


…ma che avranno poi sti due da ridere…
La “salsa” preparata col pomodoro “mezzo cachi”
Nei giorni scorsi vi ho parlato della possibile istituzione della De.Co. nel territorio di Cattolica Eraclea. Tra i prodotti che vi entreranno vi è il pomodoro “mezzo cachi”; grazie alle sue proprietà si presta per la preparazione della passata di pomodoro, ma anche ad essere essiccato. L’amico Domenico Oliveri è andato a riprendere uno dei riti tipici di questo territorio, ovvero la preparazione della “salsa” fatta in casa, che finisce sempre con una succulenta arrostita di carne, di melanzane, di patate e di tante altre bontà. Buona visione
Il web 2.0 e l’educazione dei giovani.
L’educazione è tutto e rappresenta uno dei punti chiave della nostra esistenza. Ci riguarda da vicino non soltanto per figli e famigliari ma per la società in cui viviamo alle prese con mali solo apparentemente oscuri. Sono i giovani ad essere più esposti e su di loro devono essere concentrati i maggiori sforzi educativi. Non deve essere limitata la loro libertà di vivere ed esplorare il mondo, ma devono conoscere le regole della vita ed il suo immenso valore.
Il web 2.0 ci mette a disposizione un mezzo in cui i giovani esprimono le loro sensazioni, le loro debolezze ed anche i loro limiti. Molti giovani espongono al mondo la loro vita grazie al web 2.0 e ci danno la possibilità con una semplice lettura di capire il loro stato d’animo.
Grazie al web 2.0 il mondo dei giovani è ha portata di click, il dovere di chi è adulto è di conoscere questo mondo che nasconde la vita dei giovani di questo tempo. Solo conoscendo i giovani si possono comprendere le loro reali esigenze e le loro difficoltà. Facciamoci aiutare dal web 2.0, educare sarà più semplice.
Cattolica Eraclea istituirà la denominazione comunale
Mi ha fatto piacere trovare nella persona del vicesindaco, Nino Amato, del mio comune di origine, Cattolica Eraclea, la disponibilità ad attivare su mia proposta l’iter per istituire la De. Co. (denominazione comunale). In questo momento siamo nella fase delle dichiarazioni, ma al più presto sarà proposta e dunque approvata la prima delibera consiliare. Seguirò con attenzione tutte le fasi e ve ne darò notizie.
Le trofie con il Pesto Genovese di Sommariva.


Il pesto Genovese è pura freschezza da gustare d’estate. Per prepararlo la regola consiglierebbe di munirsi di mortaio, di basilico, pinoli, olio extra vergine rigorosamente ligure e di pecorino. Pressione dopo pressione il pesto è pronto con il basilico che ha liberato i suoi olii essenziali ed è pronto per essere aggiunto alla pasta, possibilmente trofie.

Per condire queste trofie non abbiamo preparato personalmente il Pesto Genovese, l’ha fatto per noi Agostino Sommariva, utilizzando il suo pregiato olio ed il basilico che coltiva nelle sue serre. E’ un pesto molto saporito, equilibrato e leggero che non fa per nulla rimpiangere quello fatto con il mortaio.

Di ritorno dal tuor consapevole in terra ligure ad Albenga dove abbiamo visitato l’azienda Sommariva, abbiamo gustato questo piatto abbinato a Suer Trevisani, un’ottimo merlot prodotto nella sponda bresciana del lago di garda. Con un pesto di questa qualità, si può assaporare in semplicità tutta la freschezza della liguria nella sua essenzialità e nelle sue peculiarità più tipiche. In pochi minuti un piatto leggero, gustoso e salutare.
La tenurume, verdura tipica di Cattolica Eraclea

“Il tinnirume, foglie e cime di cucuzzeddra siciliana, quella lunga, liscia, di un bianco appena allordato di verde, era stato cotto a puntino, era diventato di una tenerezza, di una delicatezza che Montalbano trovò addirittura struggente. Ad ogni boccone sentiva che il suo stomaco si puliziava, diventava specchiato come aveva visto fare a certi fachiri in televisione. “Come lo trova?” spiò la signora Angelina. “Leggiadro” disse Montalbano. E alla sorpresa dei due vecchi arrossì, si spiegò. “Mi perdonino, certe volte patisco daggettivazione imperfetta“.
Il brano in corsivo è tratto dal romanzo di Andrea Camilleri “Il cane di terracotta” edito da Sellerio. Ci serviamo di questo breve scritto per parlare di questa straordinaria verdura tipica dell’agrigentino, ma che in particolare si coltiva nel territorio di Cattolica Eraclea. Diverse sono le ricette realizzate con questa prelibata e tenerissima verdura, su tutte ricordiamo la “zuppa di tenerume”: Gli ingredienti sono: appunto la tenerume, zucchine, pomodori (mezzo cachì), patate, aglio, filetti di acciuga, olio extravergine di oliva, sale, pepe e fette di pane tostato. A contrario di quel che può sembrare è un piatto fresco e si consuma in estate.
I caprini della “capra girgentana”, una delizia
La capra
girgentana si pensa sia stata importata in Sicilia dagli arabi, alcuni studiosi sostengono che abbia origini Tibetane, per altri invece arriverebbe dal Mark-hor. Sta di fatto che il latte prodotto da questo splendido esemplare risulta tra i più buoni del suo genere ed è richiestissimo. E pensare che appena qualche anno fa la capra rischiava l’estinzione, oggi per fortuna non più, anche se in Italia esiste un solo caseificio, a Campobello di Licata (AG) che produce appena 300 chili di formaggio al mese e non riesce a soddisfare le numerose richieste che arrivano da tutta Italia. Gli stessi Dolce e Gabbana – afferma il titolare Giacomo Gatì – non possono più fare a meno di questo gustosissimo latte. Il caseificio di Gatì produce e commercializza la robiola, la caciotta fresca e il caprino classico. I pochi allevatori di capra girgentana inoltre hanno fondato un’associazione ecco il sito web: [link]
Un Coefficiente tipo Fuel Surcharge anche per l’Agroalimentare.
Lo chiamano Fuel surcharge e mediante un coefficiente ricavato sull’incremento del prezzo del carburante aumentano la tariffa della spedizione. Questo fanno ormai tutti i corrieri ma mi chiedo se a farlo non sarebbe opportuno fossero anche tutti i produttori che vedono incrementare inesorabilmente i costi di materiali di consumo e servizi in funzione della quotazione del petrolio. Non c’è margine di dubbio e al petrolio sono legate tutte le materie prime che incrementano il loro prezzo seguendo la crescita dell’oro nero. L’incremento del prezzo è divenuto ormai automatico con i listini che vengono aggiornati con grande frequenza o con l’applicazione di coefficienti tipo il fuel surcharge. C’è però un settore slegato da questo meccanismo che subisce l’incremento dei costi ma riesce a stento ad applicare i conseguenti aumenti a quanto produce. Si tratta del settore agroalimentare, prigioniero forse della distribuzione, che vede come unico mezzo per limitare i prezzi al consumo, il rigore nei confronti dei fornitori. Assistiamo così a situazioni estremamente difficili come quelle recenti con aziende costrette a vendere al limite del sottocosto pur di non perdere clienti importanti che metterebbero in crisi il loro assetto produttivo. Questo è un sistema che non va bene perché per nulla equo. A mio avviso anche l’agroalimentare ha bisogno del suo coefficiente per aggiornare i listini e per cautelarsi dall’inesorabile crescita della voce costi.
Un risotto ai frutti di mare degno di nota.
E’ tempo di estate e cosa c’è di meglio di un fresco e saporito risotto ai frutti di mare? Direi ben poco e in Cambusa una tale prelibatezza non deve certamente mancare. Per la preparazione, oltre che a seguire le varie fasi in video, potete leggere il post di Carlo Zaccaria collegandovi a questo [link]. Buon appetito.
I gelsi, un vero frutto corsaro!

Uno dei ricordi più belli della mia infanzia ha come protagonista una signora che, girando con una pentola per le vie per il paesino, vendeva dei frutti straordinari: i gelsi “neri”. Frutti delicati e gustosi, ma facilmente deperibili. Proprio per questo motivo non interessano né alla grande distribuzione e ahimé neanche alla piccola. E purtroppo di quelle signore disposte a girare il paese per vendere i gelsi non se ne vedono più. Proprio lo scarso interesse sta portando quasi alla scomparsa di tale frutto. A distanza di più di 12 anni, grazie a mio zio, sono riuscito a ri-gustare i gelsi “neri”, una vera apoteosi di gusto. Accontentatevi di condividerli con me solo dalla foto. Read the rest of this entry »
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