Un Coefficiente tipo Fuel Surcharge anche per l’Agroalimentare.
Lo chiamano Fuel surcharge e mediante un coefficiente ricavato sull’incremento del prezzo del carburante aumentano la tariffa della spedizione. Questo fanno ormai tutti i corrieri ma mi chiedo se a farlo non sarebbe opportuno fossero anche tutti i produttori che vedono incrementare inesorabilmente i costi di materiali di consumo e servizi in funzione della quotazione del petrolio. Non c’è margine di dubbio e al petrolio sono legate tutte le materie prime che incrementano il loro prezzo seguendo la crescita dell’oro nero. L’incremento del prezzo è divenuto ormai automatico con i listini che vengono aggiornati con grande frequenza o con l’applicazione di coefficienti tipo il fuel surcharge. C’è però un settore slegato da questo meccanismo che subisce l’incremento dei costi ma riesce a stento ad applicare i conseguenti aumenti a quanto produce. Si tratta del settore agroalimentare, prigioniero forse della distribuzione, che vede come unico mezzo per limitare i prezzi al consumo, il rigore nei confronti dei fornitori. Assistiamo così a situazioni estremamente difficili come quelle recenti con aziende costrette a vendere al limite del sottocosto pur di non perdere clienti importanti che metterebbero in crisi il loro assetto produttivo. Questo è un sistema che non va bene perché per nulla equo. A mio avviso anche l’agroalimentare ha bisogno del suo coefficiente per aggiornare i listini e per cautelarsi dall’inesorabile crescita della voce costi.
2 Responses to “Un Coefficiente tipo Fuel Surcharge anche per l’Agroalimentare.”
Leave a Comment
Where am I?
You’re currently at “Un Coefficiente tipo Fuel Surcharge anche per l’Agroalimentare.,” an entry on La Cambusa dei Corsari by Carlo Zaccaria on Lug 23 2008 @ 12:54
-
Meta


Luglio 23rd, 2008 at 18:17
Una considerazione: il prezzo del petrolio negli ultimi giorni è sceso un poco. Com’è che i distributori si sono ben guardati dal ritoccarlo verso il basso? Domanda retorica…
Luglio 24th, 2008 at 10:01
Retorica ma attualissima, porca miseria… Per giustificare gli aumenti, le “trovate” geniali non mancano mai, ma la notizia di un ribasso (seppur piccolo) passa chissà perchè sempre in ultimo piano…